Le Edizioni Amicizia Cristiana hanno stampato in italiano il libro del P. Hugon “Fuori della Chiesa non c’è salvezza”. Il P. Edouard Hugon, nato in Francia nel 1867, dopo brillanti studi secondari entrò nell’ordine domenicano. A causa dell’iniqua espulsione dei domenicani dalla Francia, dovette entrare nel convento di Rjickolt in Olanda. Ordinato sacerdote nel 1892, insegnò a Rjickolt, poi a Rosary Hill negli Stati Uniti, quindi a Poitiers e Angers in Francia. Nel 1909 venne chiamato a fondare il Collegio “Angelicum” a Roma insieme a P. Garrigou-Lagrange e P. Pègues. Membro dell’Accademia S. Tommaso d’Aquino, esaminatore del clero romano, consultore della Congregazione per la Chiesa Orientale, preparò l’Enciclica “Quas Primas” su Cristo-Re, partecipò all’istituzione della festa di Maria Mediatrice.
Pur essendo stata scritta nel 1922, in quest’opera troviamo già la medesima dottrina magistralmente trattata nel 1943 da Pio XII nella “Mystici Corporis”.
«La Chiesa… è la società dei redenti così come è stata istituita da Nostro Signore, con quella forma perfetta e definitiva che durerà sino alla consumazione dei secoli… Essa è la pienezza del Cristo e il prolungamento dell’Incarnazione… Cristo è Dio e uomo: essa sarà divina e umana insieme… Cristo è l’autore della fede, il principio del sovrannaturale, il cui ruolo è salvare, e per questo porta il nome che è al di sopra di qualunque nome: Gesù. La Chiesa sarà, allora, la società sovrannaturale, cioè che ha come fine il sovrannaturale, che possiede i mezzi del sovrannaturale, che realizza in sé tutta l’economia sovrannaturale. Negare la natura divina o la natura umana in Cristo, significa distruggere l’Incarnazione; nella società fondata da Gesù, negare la virtù spirituale o l’elemento esteriore, equivale a pervertire la nozione di vera Chiesa. Qual è questa forza divina che è l’anima del corpo mistico? San Tommaso ci risponde che è innanzitutto lo Spirito Santo… È l’insieme dei doni sovrannaturali e creati che costituisce l’anima della Chiesa: ecco ciò che conserva il suo vigore e la sua giovinezza e le assicura l’immortalità» (pagg. 22-24).
Parole che mostrano l’errore del modernismo, simile a quello della Fraternità S. Pio X, che rifiutano di considerare la Chiesa e la gerarchia come divinamente assistita. Hugon ricorda che «nella Chiesa è necessaria un’obbedienza» e cita l’Enciclica “Vehementer” di S. Pio X: «Solo nel corpo pastorale risiedono il diritto e l’autorità necessari per promuovere e indirizzare tutti i membri verso le finalità sociali» (pag. 126).
Nel libro troviamo la confutazione di vecchi errori rinnovati dal Concilio Vaticano II: ad esempio, che non sarebbe necessaria la fede in senso stretto per ottenere la salvezza eterna. «A un pagano sarebbe sufficiente, per la giustificazione, la fede che nasce dallo spettacolo delle creature. Questo assenso non è fondato sulla Rivelazione, non ha come motivo l’attestazione dell’autorità divina, ma è soprannaturale e salvifico, perché Dio dà una grazia… La teoria che la fede naturale possa essere sufficiente in caso di necessità, riapparve, in forma più grave, nel XVIII secolo nell’opera del P. Berruyer, “L’histoire du peuple de Dieu”, condannata a più riprese… Per Rousseau, ci si può salvare in qualsiasi religione e anche fuori da ogni credenza. Marmontel pretende anche che la Rivelazione sia solo il supplemento della coscienza e fa capire che una volta soddisfatto il dovere essenziale d’amare Dio e il prossimo, la fede in misteri inconcepibili non è assolutamente indispensabile». Contro questi errori «San Paolo ha pronunciato un assioma inflessibile che sventa in anticipo tutti questi tentativi e confonde tali false pietà: “Senza la fede, è impossibile piacere a Dio” (Ebr. 11, 6)… Dunque senza di essa non vi è speranza di perdono, santità o vita; essa sola fa vivere il giusto: “Il giusto vivrà in virtù della fede” (Gal. 3, 11)… “La prima condizione per piacere a Dio – ripete sant’Ambrogio – è la fede; essa viene prima di tutte le altre disposizioni (…) È il fondamento e la radice di tutte le virtù”. Senza di essa, dunque, la salvezza non può germogliare» (pagg. 28-31). L’autore precisa: «Benché ci possano essere, prima della fede, certi atti sovrannaturali, nondimeno le opere che preparano immediatamente alla giustificazione, alla speranza, alla penitenza, all’amore, sono sempre precedute dalla fede… La fede che produce la salvezza – “il giusto vive della fede” (Abac. 2, 4; Gal. 3, 11) – non è un lampo che passa, ma uno stato, un habitus, una virtù» (pag. 56).
P. Hugon ricorda la dottrina definita dal Concilio di Trento sulla necessità di appartenere alla Chiesa almeno “in voto”, cioè con il desiderio di ricevere il Battesimo, e la conseguente verità sul Limbo per i bambini non battezzati (pagg. 148-153) negata oggi da Benedetto XVI. Prova inoltre l’obbligo di appartenere alla Chiesa tramite l’unità della fede: «sarebbe un grave oltraggio verso Dio respingere un solo punto della Rivelazione»; tramite l’unità di governo: «Una volta stabilito che la Chiesa è, per volontà di Gesù Cristo, un solo ovile governato da un solo pastore, che c’è una sola gerarchia con un Sommo Pontefice, è chiaro che respingere questo governo significa resistere all’autorità di Dio»; tramite l’unità di culto: «Gli eretici e gli scismatici sono nemici di Dio, sacrileghi, e dunque non è permesso chiedere loro la vita sovrannaturale che Nostro Signore è venuto a portare al mondo. Ogni comunione volontaria con loro nelle cose sante sarebbe un’approvazione dei loro errori e una smentita data al Salvatore e alla sua Sposa: chiunque favorisce gli avversari di Cristo agisce contro Cristo» (pagg. 154-9). Come sono lontani i sostenitori del Vaticano II dalla dottrina cattolica spiegata da P. Hugon e ripetuta in seguito da Pio XII. Che questo libro possa aiutare, chierici e laici, a conoscere e approfondire gli argomenti di Fede di grande attualità per non essere ingannati dalle ambiguità del modernismo.
don Giuseppe Murro
"Sodalitium", n. 62 (2008)
http://www.sodalitium.biz/index.php?ind=downloads&op=download_file&ide=54&file=62.zip
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lunedì 21 luglio 2008
venerdì 6 giugno 2008
Fuori della Chiesa non c’è salvezza (La Tradizione Cattolica, n. 1/2008)
Ci si può salvare in qualunque modo, oppure ci sono degli obblighi ben precisi a cui nessuno può sottrarsi senza mettere in pericolo la propria anima? In altre parole, per andare in Cielo bisogna appartenere ad una determinata Chiesa, oppure qualunque chiesa va bene? Al limite, c’è proprio bisogno di una chiesa? Il dogma cattolico che afferma che «fuori della Chiesa non c’è salvezza» ha un fondamento reale oppure è una formula priva di senso? E qual è questa Chiesa a cui bisogna necessariamente appartenere per non dannarsi?
L’assioma «fuori della Chiesa non c’è salvezza» è ai nostri giorni messo in discussione. È una di quelle espressioni agli antipodi del politically correct. Il gesuita belga P. Dupuis, in occasione del Congresso interreligioso di Fatima (ottobre 2003, cfr. La Tradizione Cattolica, n°2 (59) 2005, pp. 13-14) ebbe modo di definirlo un «…testo orribile del Concilio di Firenze del 1442».
Ora, su questo punto così fondamentale la Sacra Scrittura ci dà delle indicazioni ben precise, e gli scrittori dei primi secoli del cristianesimo, che sono i Padri della Chiesa, hanno sviluppato e approfondito l’importante tema. San Tommaso d’Aquino ne ha magistralmente sintetizzato la dottrina: basta consultarlo per conoscere la verità e poter seguire la via della salvezza eterna.
In questo libro l’eccellente teologo domenicano p. Edouard Hugon espone ciò che le fonti della Rivelazione – Sacra Scrittura e Tradizione – ci dicono in merito. Un libro da leggere e studiare attentamente per conoscere la verità e combattere con conoscenza di causa il relativismo che infesta la mentalità moderna.
Recensione in «La Tradizione Cattolica», n. 1/2008
L’assioma «fuori della Chiesa non c’è salvezza» è ai nostri giorni messo in discussione. È una di quelle espressioni agli antipodi del politically correct. Il gesuita belga P. Dupuis, in occasione del Congresso interreligioso di Fatima (ottobre 2003, cfr. La Tradizione Cattolica, n°2 (59) 2005, pp. 13-14) ebbe modo di definirlo un «…testo orribile del Concilio di Firenze del 1442».
Ora, su questo punto così fondamentale la Sacra Scrittura ci dà delle indicazioni ben precise, e gli scrittori dei primi secoli del cristianesimo, che sono i Padri della Chiesa, hanno sviluppato e approfondito l’importante tema. San Tommaso d’Aquino ne ha magistralmente sintetizzato la dottrina: basta consultarlo per conoscere la verità e poter seguire la via della salvezza eterna.
In questo libro l’eccellente teologo domenicano p. Edouard Hugon espone ciò che le fonti della Rivelazione – Sacra Scrittura e Tradizione – ci dicono in merito. Un libro da leggere e studiare attentamente per conoscere la verità e combattere con conoscenza di causa il relativismo che infesta la mentalità moderna.
Recensione in «La Tradizione Cattolica», n. 1/2008
sabato 17 maggio 2008
FUORI DELLA CHIESA NON C'È SALVEZZA
«C’è una verità che non può essere ignorata se non si vuole compromettere la salvezza delle anime, e che tuttavia è misconosciuta volontariamente o negata ostinatamente: Extra Ecclesiam nulla salus. L’incredulità ed il falso liberalismo ci rimproverano questo assioma come una crudeltà; certi cattolici considerano la formula inopportuna e ci chiedono di non ricordare più alle coscienze moderne questo dogma intransigente, o almeno di attenuarne la portata.»Fuori della Chiesa non c’è salvezza è un vero piccolo trattato pratico sulla Chiesa e sulla necessità di appartenerle per realizzare la propria salvezza. La natura della Chiesa; la distinzione tra anima e corpo; la necessità di appartenere alla sua anima; la necessità, per la salvezza, della vera fede teologica e della grazia santificante. L’autore vi affronta, in un capitolo essenziale, la difficile questione della salvezza degli infedeli. La seconda parte spiega l’obbligo di appartenere al corpo della Chiesa per salvarsi.
Florentin-Louis Hugon nacque in Francia a Lafarre, piccolo villaggio di montagna nella diocesi di Puy-en-Velay, il 25 agosto 1867. A diciotto anni, conclusi gli studi secondari, entrò nell’Ordine di San Domenico a Rjickolt, in Olanda, dove lo studium della provincia di Lione si era rifugiato a causa delle espulsioni operate dai politici e dai governanti massoni. L’anno seguente ricevette l’abito col nome di Frate Édouard. Fece la professione solenne il 13 gennaio 1890 e fu ordinato sacerdote il 24 settembre 1892. Inaugurò subito la carriera di docente, che lo accompagnò tutta la vita. Insegnò successivamente a Rijckolt, Rosary Hill (vicino New York), Poitiers, Angers, nuovamente a Rijckolt, infine all’Angelicum a Roma, dal 1909 al 1929.
Édouard Hugon O.P.
FUORI DELLA CHIESANON C'È SALVEZZA
Presentazione di P. Thomas Poinçon O.P.
Traduzione di Claudio Fauci
Edizioni Amicizia Cristiana
[ISBN-978-88-89757-11-6]
Pag. 192 - Euro 15,00
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